"Dio dà... Dio toglie". Dal racconto di un soggiorno fatto da Papa Urbano IV a Narni nel 1388
La giornata medievale del Terziere Fraporta ha riproposto la strada già intrapresa nel 2006 di valorizzazione e recupero del territorio del "terziere di mezzo". La voce è dei responsabili Sascha Proietti e Paolo Antonini che hanno introdotto la manifestazione del terziere rossoblu, uno spaccato di vita medievale raccontato attraverso un percorso guidato all'interno di vicoli e monumenti che da sempre fanno parte del patrimonio del rione ma che, troppo spesso, sono stati considerati secondari o di poca importanza. La rappresentazione ha avuto luogo nel pomeriggio del 1 Maggio 2007, con turni formati da gruppi di trenta persone che sono state radunate all'incrocio tra Via Ferrucci e Via Garibaldi, con una sorpresa che, nella suggestione della notte, ha messo in luce la magia del chiostro di Sant'Agostino, che proprio in occasione della festa è stato riaperto al pubblico. Proprio qui, nella giornata dedicata a Fraporta, ha avuto luogo, a partire dalle 21, un suggestivo balletto del gruppo danza "La pazzia del ballo". L'obiettivo dei responsabili è stato quello di ripartire da dove si erano fermati l'anno passato, vale a dire Via San Giuseppe, continuando la passeggiata nel trecento, fino ad uno dei monumenti più belli e significativi della città: la Chiesa di Sant'Agostino.
In questo percorso è stato riprodotto uno spaccato della vita quotidiana del Medioevo con le sue botteghe, i suoi personaggi e le sue stranezze. Insomma, una carrellata di mestieri, uomini e vizi che hanno preso spunto da un evento storico accertato: il soggiorno di Papa Urbano VI a Narni nel 1388, ospitato dal conte Brancaccio, dimorato in casa di Ser Pellaccio Peregrini "situata in piazza Sant'Agostino nel terziero di mezzo sulle rupi della città". La passeggiata tra le strette mura ha portato alla scoperta della ricostruzione di botteghe artigiane come quella del macellaio, dello stoffaro, del falegname, della contadina, del ceraro, nel rispetto degli Statuti Cittadini e dell'iconografia degli affreschi del 1300 e del 1400: particolari come i sigilli cerei per gli animali macellati o per le botti di vino, le stoffe con colori il più possibile vicini a quelli che potevano essere di un sarto, con i colori naturali utilizzati nella lavorazione trecentesca, l'utilizzo di pura cera d'api per le candele, sono il frutto della volontà di attenersi il più possibile a quello che poteva essere l'immaginario visivo del periodo.
Naturalmente alcuni problemi sono sorti per la presenza degli "strati" moderni che, nel corso degli anni, hanno modificato il volto delle Vie; la scelta è stata quella di scendere a compromessi nell'allestimento delle stesse: anacronismi come i numeri civici e le indicazioni stradali delle Vie o il fatto che il chiostro giunto fino a noi non sia quello originario, ma frutto di una ristrutturazione di fine seicento, sono ben chiari.
Alla giornata medievale del terziere rossoblu hanno partecipato tutte le forze di un terziere che ha saputo creare una grande sinergia tra i tre settori del "Bravio" (sartoria, manifestazione, ambiente) che hanno collaborato in maniera preziosa e convinta.
Il Percorso

La nostra Storia (Postfatto)
Indizione XI al tempo di Urbano VI
...Narni, un giorno di Agosto nelle prigioni...
Povero me! Rinchiuso in questa prigione umida dove ci sono ladri e malfattori! Rinchiuso qui con la mia sciocca donna che mi punzecchia il cervello con i suoi lamenti! Aiuto Signore, aiuto Buon Dio... Io Tonio de Mancius, rispettata guardia della nobile Città di Narni ridotto così... Vedete per me è stata una giornata sfortunata, il mio mondo è finito come un cero in chiesa: un ultimo bagliore e poi il buio più assoluto. Un buio freddo e che vedo senza fine... Stamane, una giornata d'estate come tante, nessun presagio mi ha fatto comprendere che forse sarebbe stato meglio prendere altre strade. Vestito e ben curato mi sono recato a compiere il mio dovere come tutti i santi giorni che nostro Signore ci ha donato. Ho fatto visita ai buoni cittadini che tanto mi amano e li ho alleggeriti delle loro sofferenze e delle loro paure. Mi si accusa di aver rubato! Io! Io che ho salvato l'anima di quell'ingrato del Falegname... io che ho fatto fare una buona azione a quel riccone dello Stoffaro... Io! Che ho fermato un ladro nella taverna e che ho restituito quasi tutto il bottino a quell'odioso inglese! Io che ho trattato da principessa una povera contadina... Io che ho salvato il macellaio da una pena severa e salvato la città dall'incuria di quel ceraro... Questo Papa capisco perchè a Roma lo odiano tanto!
...Narni, lo stesso giorno nella casa di Pellaccio Peregrini...
Messer Francisco di Iacobi di Orte, notaio e giudice ordinario per autorità Imperiale. Sono giunto per servire sua Santità, per rendere in forma giuridica le sue parole, per riformare gli Statuti di questa città...
...Narni, lo stesso giorno nella piana tra quattromila lance...
Anche oggi qualche cosa di buono abbiamo fatto! Grazie Signore per avermi messo alla guida di questi ottimi soldati! Ma questo Papa Urbano VI che uomo gretto! Grazie Signore per farmi essere così forte ora che tanto serve per riportare sulla buona strada il popolo che ha perso la tua via. Sono persone come quella che abbiamo punito oggi che fanno avanzare il demonio sulla terra. Forte deve essere il nostro spirito e forte la nostra mano. Che rabbia questo Papa che non ha punito quel ladro del Camerlengo solo per le sue nobili origini! Dobbiamo essere spietati, prendere chi ruba in nome di Dio e farlo piangere in eterno per tale bestemmia! Sia lode a te Signore! Non posso più servire Urbano, Firenze è vicina e lì troverò altri uomini come me... Messer Cavicciuli aspetti...
...Narni, lo stesso giorno in una piccola casa...
Povero Tonio... che brutta fine! E pensare che era tanto devoto a quel suo Santo... non ne ricordava mai il nome ma lo invocava sempre, mi sembra di vederlo qui con me mentre ripeteva sempre il suo motto:
"Dio dà... Dio toglie..."


