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AMBIENTE

Via GaribaldiFraporta è il terziere che ha dalla sua parte Via Garibaldi, Piazza dei Priori, Piazza San Francesco e la stupenda Via del Campanile, strada questa che se durante il resto dell'anno è caratteristica, nei giorni della Corsa all'Anello grazie ad un perfetto imbandieramento ed alle fiaccole, diventa forse lo scorcio più fotografato della città. Fraporta, rione centrale e frequentatissimo, può sicuramente contare sulla maestosità di naturali ambientazioni e sulle notevoli capacità di tutti coloro che negli anni hanno saputo abbellire anche le vie più nascoste del terziere, donandogli suggestioni indimenticabili. Non si può non ricordare la Chiesa di San Francesco, pezzo forte dell'ambiente rossoblu, che non ha bisogno di troppe parole: l'architettura e l'arte già meravigliose di per sè vengono impreziosite da fiaccole, note e costumi trecenteschi che la rendono una delle ricostruzioni storiche più ammirate di Narni. Ci sono poi gli splendidi portoni che vengono montati in tutte le vetrine di Via Garibaldi, che rendono l'ambiente suggestivo e che, secondo alcuni cittadini, dovrebbero essere lasciati lì per tutto l'anno, unitamente ai grandi lampioni che danno un aspetto ancora più emozionante alla via più centrale della città. I responsabili propongono un lungo percorso teso a valorizzare angoli nascosti del terziere e a rendere come sempre suggestivi quelli che risplendono da anni. L'ambiente del Terziere Fraporta si allarga a macchia d'olio e si arricchisce ogni anno di nuovi importanti scorci resi ancora più misteriosi dalla luce delle fiaccole e dalla bellezza di un massiccio imbandieramento: troviamo ricostruzioni dell'ambiente medievale che ripropongono la bottega dello speziale in Piazza San Francesco, le botteghe dello stoffaro, del pittore, del falegname, del ceraro e la taverna in Via San Giuseppe, la bottega del macellaio in Via Cairoli e quella del vasaio in Via Tevere. Oltre al potenziamento dell'imbandieramento "classico" e alla riproposizione delle bandiere con il simbolo della corporazione dei falegnami che campeggiano da alcuni anni in Via San Giuseppe, sono state create delle nuove bandiere con il simbolo della corporazione dei cerari che campeggiano in Via Cairoli e delle bandiere di confine con il terziere di Santa Maria che vengono fissate in Via XIII Giugno e che sono bianche con il grifo rosso ed in calce portano in modo speculare i colori dei terzieri. La novità proposta nel 2007 è stata caratterizzata da una visita guidata tramite una ricca brochure e la riapertura del chiostro della Chiesa di S. Agostino che è stato completamente ripulito dai contradaioli fraportani e che presenta al suo interno dei pannelli esplicativi che dimostrano come era prima della riqualificazione e come è diventato oggi dopo i lavori.

La voce dei responsabili
Responsabili al lavoroNoi non siamo quelli che siamo. Questo è il dato di fatto che oramai va preso in considerazione ed accettato. Noi siamo "mezule" il "Terziere di Mezzo" che chiudeva il suo territorio tra due Porte di Narni. Da questo è nata una delle contraddizioni più buffe della storia della nostra festa. I nostri acerrimi nemici Bianco Neri avrebbero la nostra "stupenda" parte di città, noi avremmo la loro "carina" porzione di stradine, ma la storia è bella anche per queste piccole incongruenze e, partendo da questo presupposto, abbiamo deciso di ricreare nella "
nostra" bella parte di città quello che è per noi il trecento narnese.

Il coordinamento coreografico e i responsabili per il settore ambiente del Terziere Fraporta si sono prefissati come obiettivo principale quello di valorizzare e rendere di nuovo accessibili al cittadino e al turista il terziere nella propria totalità, creando percorsi guidati all'interno dello stesso e affiancando alla parte già valorizzata e vissuta (Largo San Francesco, Via del Campanile, Via Garibaldi, le Hostarie e altri caratteristici scorci) anche altre zone di equivalente bellezza ma che nel corso degli ultimi anni sono state trascurate, una su tutte Via San Giuseppe, una delle più belle e suggestive stradine nascoste della città.

Partendo dalla riconferma degli ambienti creati in passato in modo accurato e di sicura suggestione, si è voluto sia dare un nuovo impulso alla realizzazione di ambienti fissi, sia continuare a valorizzare la politica di imbandieramento, da sempre punto di forza del "Terziere di mezzo". L'intento è quello di fornire alla città e al pubblico uno spettacolo fatto di ambienti, costumi, suoni, emozioni realmente aderenti al periodo storico di riferimento (XIV secolo). Si è puntato dunque ad elaborare un evento ambiente che sia il più filologicamente possibile rispettoso delle fonti iconografiche, documentarie e bibliografiche.

Consapevoli delle restrizioni imposte dalla realtà attuale e dalle profonde modificazioni che ha vissuto nel corso dei secoli il volto della città, ci si è trovati spesso a dover interpretare fonti documentarie e materiali al fine di colmare le lacune causate dal tempo e dalle scarsità di notizie coeve. La mancanza di fonti documentarie causate dal sacco delle truppe di Carlo V nel 1527, che ha distrutto e reso inaccessibili fonti archivistiche necessarie per una corretta ricostruzione di quelle che potevano essere le attività  commerciali e artigiane della Narni trecentesca, ci hanno portato sulla strada della ricostruzione per analogia. Iconografie desunte da dipinti e miniature del XIV e XV secolo, descrizioni di inventari notarili, accenni sulle arti ricavati dagli statuti cittadini, notizie desunte da scrittori del periodo (ma di altre realtà comunque paragonabili alla nostra), leggi suntuarie e tante altre informazioni ormai patrimonio del nostro Terziere, sono state la base su cui si è lavorato.

L'idea di fondo è stata quella di consegnare al Terziere e dunque alla città, un'eredità fatta di materiali, strumenti e documentazionche possa arricchire noi e tutti coloro che ci onoreranno di vivere la nostra festa, con la consapevolezza e l'umiltà di sapere che tutto si può migliorare.