RADUNO CONVIVIALE

Con questo aneddoto viene ricordato il giorno dopo della festa di qualche tempo fa ed il momento del classico raduno conviviale che il terziere usava da sempre celebrare in un noto ristorante. Tutti mangiano e bevono, soprattutto si beve molto, tanto che il vino va via come fosse acqua. Qualcuno, immancabilmente, se ne passa un po' e si sente male. Viene adagiato per terra, a prendere aria. "Sono un medico, lasciatemi passare" grida uno di Fraporta, che medico lo era davvero. La cosa che l'univa con il "malato" era evidentemente la quantità di vino ingurgitato. Insomma, il dottore tutto era tranne che lucido. Si avvicina, osserva il "paziente", poi gli viene un'idea strepitosa: "Sentiamogli il polso" dice con tono professionale. Un occhio all'orologio, un altro, interessato, al malato. Poi la sentenza: "E' sano come un pesce". A questo punto interviene il Priore, Carlo Capotosti, che prestava anch'egli soccorso: "Certo che sta bene: ha solo bevuto un po'. Il polso, comunque era il mio".

 

Taccuino