...IL PORTONE NON C'E' PIU'!!!
Se non fosse stato un atto vandalico in piena regola, il furto e quindi la distruzione del portone di Santa Maria operato dai contradaioli di Fraporta e avvenuto alcuni anni fa, meriterebbe di essere incorniciato tra i migliori episodi della Corsa all'anello. Fu un raptus di qualcuno a muovere il piccolo pugno di persone che in meno di mezz'ora riuscì a togliere la grande struttura in legno dai cardini di inizio Via Mazzini, portarla alla sede di Fraporta, passando con grande cautela per Piazza Bocciarelli, per paura di essere scoperti e quindi nasconderlo nell'officina rossoblu. Il grande peso del portone costrinse i fraportani ad ingaggiare anche un manipolo mezulano che fu ben contento di aderire all'operazione, dando vita ad uno dei rari scherzi "bipartisan" che la storia della Corsa all'Anello ricordi. Completata l'operazione, ad un paio di persone venne l'idea malsana di bruciare il portone nel forno di Fraporta e poi mangiarsi la pizza cotta col calore del portone che ardeva con vigore nelle fiamme rossoblu. Pezzo di pizza, bicchiere di vino e tutti a nanna come se non fosse successo niente. Il cambio di scena però ritrae gli autori della bravata impegnati nell'officina di Fraporta a ricostruire "tel quel" il portone rubato e bruciato la notte prima su ordine di Carlo Capotosti, sul quale si era abbattuta l'ira incontrollabile di Santa Maria poco dopo che il gallo aveva cantato l'inizio di un nuovo giorno.

