TRATTATO DEI MIRACOLI
Numerosi sono gli eventi inspiegabili che la storia di Narni ricorda, tutti avvenuti nel mese di maggio, tutti durante le ore notturne. I libri narrano di eventi miracolosi attribuiti a forze soprannaturali: il miracolo dei colori, il miracolo della trasmigrazione, il miracolo dell'ubiquità, il miracolo della levitazione. Al calar del sole di alcuni anni or sono, alcuni abitanti del terziere de sopra, Mezule, si accorsero che la Rocca, da sempre simbolo del loro terziere, aveva mutato i suoi colori e appariva nei colori rosso e blu. Il miracolo si è ripetuto altre volte e tutto lascia pensare che si possa ripetere ancora. Il miracolo della "trasmigrazione" si verifica con costanza e i testi fanno risalire gli eventi prodigiosi ad una icona conservata nella Chiesa di S. Francesco: la pala del Baiocco. In passato, oggetti di vario tipo, nottetempo, presero vita e migrarono da un terziere all'altro, si parla di scudi del terziere di Mezule ritrovati nella taverna di Santa Maria e anelli di Santa Maria finiti, giustamente, a Fraporta. Il miracolo della "levitazione" è il più incredibile di tutti. Si narra che a Narni, in prossimità dell'ingresso al terziere di Santa Maria fosse montato un portone di rude fattezza, ma pesante come non se ne ricordano altri. Tale portone, più volte, fu visto sparire, librarsi nell'aria come fosse di piuma e finire nei luoghi del terziere principe. L'ultimo dei "miracoli" riguarda il miracolo dell'ubiquità, che pare investire i priori del terziere di Santa Maria, i quali sono stati visti contemporaneamente in più luoghi e con indosso abiti diversi. Alcune voci sostengono che, durante la processione del giorno di San Giovenale, essi riuscirono ad impersonare contemporaneamente diverse figure.

