I GIOIELLI NEL MEDIOEVO
Dopo il buio delle grandi carestie e della peste nera dell'inizio del secolo, nella seconda metà del Trecento, superata la crisi, l'economia rifiorisce e insieme ad essa anche le arti. La classe borghese si arricchisce e inizia a crogiolarsi, insieme la società cavalleresca e di corte, fra il lusso dei gioielli, che diventano opera del genio di un singolo artista o artigiano, che non celebra più la regalità del potere divino e temporale.
I gioielli si fanno sempre più carichi di pietre preziose e perle e le immagini di tipo religioso, come ad esempio una Annunciazione o una Crocifissione sono accompagnate da ricche cornici con decorazioni naturalistiche. Nasce una nuova moda in tutta l'Europa occidentale: spille "ad anello" che ora si evolvono in forma di cuore e sono regalate come pegno d'amore. Molto diffuso anche l'anello con il nodo d'amore o con simboli d'amore come mani intrecciate o in segno di giuramento, recanti scritte sul gambo "io a te, tu a me".
Gli anelli, usati come talismani o come sigilli, ora assumono una funzione puramente decorativa; sono realizzati in oro, argento e pietre preziose con decorazioni araldiche o simboli cristiani ad uso degli ecclesiastici e non solo. Ecco allora che la gioielleria talvolta subisce gli influssi di pittura, scultura e architettura, ma spesso ne anticipa modelli e forme, entrando a pieno titolo, quindi, tra le arti maggiori.

