Oasi del WWF di Alviano
Si
tratta di un lago situato in un territorio che circa 50 anni fa era
completamente diverso ed i cui abitanti mai si sarebbero immaginati, un
giorno, di doversi interessare di pesca, di plancton e di uccelli
acquatici. E' stata la caparbia forza di volontà dei dirigenti
della vecchia Terni a pensare una grande diga che imbrigliasse il
Tevere per produrre energia elettrica a basso costo e senza
inquinamenti. Il lago che ne è derivato, è diventato
importante per l'energia elettrica, senza dubbio, ma soprattutto per la
specificità, per il fatto che era diventata una grande oasi, un
riferimento per il WWF. La Provincia di Terni l'ha studiata a fondo,
con Gianni Cardinali e la sua pubblicazione sull'Oasi, nella quale ha
descritto quel paesaggio, quelle montagne boscose, quei piccoli centri
storici appollaiati a mezza costa, il fiume Tevere che caratterizza la
valle coltivata, che sono stati sempre là ad attendere solo di
essere scoperti. Chi avesse l'opportunità di salire sul monte
Croce di Serra, quasi a mille metri, in una giornata limpida,
può scoprire con lo sguardo quasi tutta l'Umbria e gran parte
dei Lazio, fino al mare. D'inverno non è difficile godere del
bianco dei monti Sibillini o del verde che, a vista d'occhio, scorre
sulla bassa Umbria fino al Terminillo.
Sul versante esposto a mezzogiorno domina incontrastata e fitta la macchia mediterranea; su quello esposto a nord il castagno e la roverella; sulle cime, fitti boschi di carpino. Più in basso, un po' tutti, a circa 400 metri di altitudine, si affacciano quattro piccoli centri storici. Ai limiti della macchia ancora integra si possono trovare altrettanti belvedere sulla caratteristica valle Teverina. Le viuzze strette, le case tutte in pietra calcarea attaccate l'una all'altra, le antiche chiese, i castelli, fanno ancora rivivere tutta intera l'atmosfera medioevale della loro struttura. La strada statale amerina li collega tutti lungo un nastro che taglia, fortunatamente poco visibile, la macchia dalle aree coltivate ad ulivo. Montecchio, Guardea, Alviano, Lugnano, sono questi i centri che pur avendo una storia comune nascondono dei particolari che meritano tutta l'attenzione a loro dovuta.
Poi il lago: il bacino è di quelli creati con una diga ed anche con un destino, l'insabbiamento. Ad Alviano non si sono potuti sottrarre a questo destino, se ne sono accorti, prima di tutti, gli uccelli migratori. L'acqua bassa, piena di pesce era più di un invito ad un banchetto: era la vita. Vi nidificarono centinaia di specie e grazie all'accortezza di quegli amministratori si riuscì a realizzare una oasi protetta ed interessare il WWF. L'Oasi di Alviano è ormai cosa nota a tutti per l'importanza che riveste. E' diventato un patrimonio per l'intera Umbria.