FONTE FERONIA
A Narni, poco distante dalla
Rocca, che sovrasta la città, si trova la Fonte di Feronia. Dopo
Tuficum (Albacina) e Pesaro, Narni costituirebbe il terzo luogo di
culto dedicato a Feronia in territorio umbro antico. La Fonte risale ai
tempi preromani ed è dedicata alla Dea venerata tra i Sabini, i
Volsci e gli Etruschi. La Dea Feronia personificava l’eterna
primavera, protettrice delle acque sorgive e a Narni era circondata da
un culto ed un amore speciali. L’acqua della Fonte di Feronia
è stata sempre preferita dai narnesi per la sua purezza e la
leggerezza e benché il luogo di culto si trovi in un sito isolato e
fuori mano, è sempre stato ed è tuttora luogo di
pellegrinaggi e passeggiate. I primi cristiani di Narni abbatterono il
Tempio e la statua di Feronia e distrussero il sacro bosco di elci
ombrosi. Da allora il luogo di culto venne chiamato “macchia
morta” come si legge nel Regestum Farfense. Prima di arrivare
alla fonte si passava attraverso quella che un tempo era la Porta
Feronia: gli statuti di Narni parlano più volte di questa Porta
e della Fonte.
Nel libro 111 cap 143
“si ingiunge che nessuna offesa sia fatta alle donne che vanno ad
attingere acqua alla sorgente di Feronia, sia all’andata che al
ritorno”. Nel 1458, la Fonte Feronia fu cantata in una dotta
elegia latina del poeta ungherese Giovanni Cesinge, detto Giano
Pannonio che trovandosi di passaggio per Narni visitò i
monumenti della città e si dissetò con l’acqua pura
e leggerissima della fonte: SACRI FONTIS, AVE, MATER FERONIA CUIUS
FELIX PAEONIAS NARNIA POTAT AQUAS. Nel 1582 da Mons. Giulio Ranuzi,
Governatore di Narni, furono ordinati dei restauri alla fonte. La
fontana dell’attuale Pincio, risale a quell’epoca ed era
fuori Porta Romana, posta a quei tempi all’imboccatura della Via
Vecchia (oggi XX settembre) da dove, nel 1857, fu rimossa e portata
dove si trova ancora oggi. Lo storico narnese Eroli, che alla Fonte ha
sempre riservato attenzioni particolari, nel 1851 fece eseguire
dall’Università di Perugia l’analisi
dell’acqua, trovando certezza che si trattava di un acqua che
gode al massimo grado dei principali requisiti di un’acqua
potabile, che contiene molto ossigeno e pochissima dose di altre
sostanze in dissoluzione. Luoghi di culto della Dea Feronia si trovano
specialmente nell’Italia centrale; oltre a Narni si segnalano
infatti Monteleone Sabino, Roma, San Severino Marche, Pesaro e
Terracina.