La Corsa Storica

Campo corsa storicaL’antica corsa all’anello aveva luogo nella Platea Major, oggi Piazza dei Priori (o forse, più correttamente, Piazza Priora) dove si trovano anche i due Palazzi della politica cittadina, perfettamente contrapposti: il Palazzo dei Priori (attribuito al Gattapone) e quello del Podestà, o Comunale, le cui finestre sono invece attribuite al Sangallo. Proprio il Palazzo dei Priori, nel corso del XIII secolo, prende il posto delle Chiese cittadine, antichi arenghi in cui si decideva la politica: il consiglio dei Priori (Domini sex electi) si riuniva, infatti, all’interno delle Chiese di S. Salvato, S. Severino, S. Maria Impensole e nella Cattedrale. A partire dal 1275, però, abbiamo testimonianza scritta della riunione dei sei Priori sotto una Loggia, un ambiente composto di due piani sovrastanti con sale ed affreschi, stemmi (di cui in parte sono ancora visibili le tracce) ed iscrizioni. L’importanza della Platea Major è d’altronde testimoniata dalla presenza di alcune strutture ad esso affiancate: la loggia del banditore, la gogna e la grande torre campanaria.

La Loggia del Banditore, o dell’Arengo, è invece il luogo deputato per avvisare la popolazione circa eventi speciali o decreti di ordine pubblico, luogo da cui uno dei tre banditori cittadini si affaccia a scadenza regolare per rammentare ai cittadini le leggi più importanti presenti negli statuti. Ed infine la Gogna, elemento appena visibile, quasi scolpito dai corpi umani nella roccia, luogo deputato alle punizioni pubbliche, in un Medioevo che non lesina l’ostentazione del disprezzo popolare verso alcuni elementi della società urbana e che vuole fortemente un luogo ove poter esporre la parte marcia della città.

La Corsa del Palio era una gara di velocità tra cavalli, la quale si svolgeva lungo il percorso che collegava la Chiesa di S. Andrea in Lagia e il "Petronum" nella Platea Mayor. Dopo aver reso omaggio nella Cattedrale alle spoglie del Santo, il popolo si radunava nella Piazza dei Priori. Alla gara, i proprietari iscrivevano cavalli e fantini che, in caso di vittoria, avrebbero ricevuto in premio un panno di seta o di lana lungo 9-10 braccia (6 metri circa). L'anello d'argento "super aurato" poteva essere corso da qualsiasi cittadino narnese che possedesse un buon cavallo. Il Vicario chiamava tutti i concorrenti all'angolo della non più esistente Chiesa di San Salvato, all'inizio di Via Garibaldi, verso la fonte (Fontana di Piazza dei Priori). Collocato l'anello nel posto solito, tenuto sospeso da due funi all’altezza del Palazzo Comunale, i cavalieri andavano in successione ad infilarlo con l'asta o con il "bordone". Il "Currente" che poneva la sua arma nell'anello, si vedeva assegnare lo stesso in segno di vittoria. L'anello del valore di 100 soldi cortonesi (pesava all'incirca 2 kg) e il palio erano acquistati con i 4 fiorini d'oro pagati dalla comunità di Giudei esistente a Narni. I concorrenti partivano nell'ordine dettato dalle norme statutarie e secondo l’appartenenza alle brigate militari dei terzieri: Mezule, la parte di mezzo (oggi invece la parte alta della città), Fraporta, la parte alta compresa fra le due porte (oggi invece la parte centrale della città) e, infine, Santa Maria, la parte bassa, nobiliare, che deve il nome alla allora cattedrale d'inverno Santa Maria Maggiore (oggi S. Domenico, sconsacrata). Nel cinquecento, altri giochi ed altre tradizioni vennero ad interessare lo svolgimento delle festività del Beato Giovenale; tra questi, vale ricordare la colazione offerta alle donne della città, le commedie allestite dai giovani narnesi, la lotta tra il bufalo ed il toro, la quintana, la lotta o palestra tra i giovani narnesi. In una relazione del Cancelliere del comune, Michelangelo Arroni, del 1531, che riporta lo svolgimento della festa di S. Giovenale, si dice, che in quell'anno si tenne con la consueta solennità la festa religiosa con la partecipazione di molti cittadini, delle autorità e dei rappresentanti dei castelli, "ma non si poté correre né il Palio né l'Anello poiché i giovani, dopo tante stragi subite dalla città (riferimento al sacco del 1527) erano rimasti in pochi e la maggior parte viveva nello squallore e nella tristezza".

Cavalieri corsa storica Dal 1987, ogni 3 maggio, giorno dedicato al patrono della città San Giovenale, l'Ente Corsa ripropone la "vera" giostra medievale, ricostruendo il fondo in sabbia in Piazza dei Priori. La corsa ha assunto, col passare degli anni, una valenza sempre più importante. Le scuderie la utilizzano, spesso, per far rompere il ghiaccio ai cavalieri più giovani: si tratta di una gara basata sulla precisione e l'abilità dei giostranti. "De anulo argenteo currendo" consiste, ancora oggi, in una gara equestre che viene disputata tra i cavalieri giostranti dei terzieri di Mezule, Fraporta e Santa Maria, secondo gli statuti dettati nel 1371.

I cavalieri sono accompagnati da una delegazione dei rispettivi cortei storici che rappresentano le famiglie, il cui stemma appare sul corpetto dei giostranti. I giovani cavalieri, in una lunga ed estenuante sfida, si avvicendano ad infilare un anello d'argento super aurato, sospeso a due funi davanti del Palazzo Comunale. Il bersaglio è posto lungo una pista in terra battuta, sulla sinistra del cavaliere, ad un’altezza che simula la posizione della testa dell'avversario lungo la lizza di un torneo. L'anello, di dimensioni ridotte, viene assegnato all'ultimo concorrente che tra gli altri riuscirà a rimanere in gara. Ancora oggi, quindi, i cavalieri dei terzieri, come gli antichi cursori, si battono il giorno di San Giovenale per la gloria della propria brigata, festeggiando maggio, mese dedicato ai nobili e ai cavalieri, alla caccia e alla guerra.