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NARNI
Le prime notizie storiche su Narni, chiamata anticamente "Nequinum", risalgono al 600 a.C., ma la zona era abitata fin dall'epoca neolitica. Nel 299 a.C. fu colonia romana col nome di Narnia, dal fiume Nar che scorre nella sua valle. Nel 233 a.C. divenne importante fortificazione per la costruzione della Via Flaminia. Testimonianze di quest'epoca si trovano nel Ponte d'Augusto, nell'acquedotto della Formina, nella Porta Superior. Nel 90 a.C. divenne Municipio: fu esposta alle invasioni barbariche a causa della sua posizione dominante e divenne libero comune nel sec. XI. Nel 368 vi si insediò il primo Vescovo cristiano, S. Giovenale, divenuto Patrono della città. Nell'XI sec., Narni divenne potente Comune e fiorirono le Arti ed i Mestieri. Tra i secoli XII e XIV toccò il suo massimo splendore quando, sfruttando la lontananza del Papa che si era rifugiato ad Avignone, conquistò potere su un vastissimo territorio che arrivava sino alla periferia dell'odierna Rieti. Questo determinò grande potere e grande ricchezza per la città. Ecco, allora, che sorsero i palazzi nobiliari, quelli pubblici e le chiese. Nel Medioevo, Narni vive il suo momento di massimo splendore: sorgono gioielli dell'arte romanica come la Cattedrale dedicata a S. Giovenale, le Chiese di S. Maria Maggiore e S. Maria Impensole, e poi il Palazzo Comunale, S. Francesco e S. Agostino. Testimoniano questo periodo non solo i grandi monumenti, ma anche l'architettura minore delle piazzette e dei vicoli, delle torri e degli archi. Nel 1367 sorge la Rocca voluta dal Cardinale Albornoz: la decadenza si lega, contrariamente a quello che si può pensare, proprio alla costruzione della Rocca, che non venne decisa dai narnesi, ma dal Papa, che voleva tornare a Roma e desiderava una serie di fortezze utili per la propria incolumità. Egidio Albornoz, cardinale, spagnolo, architetto, fece costruire così un solenne manufatto che, ancora oggi, non è completamente entrato nell'immaginario dei Narnesi. Tra il Medioevo e il Rinascimento fu frequentata da artisti di primissimo calibro quali il Rossellino, il Ghirlandaio, il Vecchietta, Benozzo Gozzoli, Antoniazzo Romano e lo Spagna. Nel 1527 fu presa con il tradimento dai Lanzichenecchi, che la incendiarono e così molti edifici furono distrutti. Artisti quali gli Zuccari, il Vignola, il Sangallo e lo Scalza parteciparono alla ricostruzione e, nel 1664, fu fondata la biblioteca comunale. L'energia a poco prezzo che si poteva trarre dal Nera fu la spinta per l'ultima trasformazione della città: fabbriche, opifici, uffici in grande quantità, hanno cambiato il volto di Narni. I segni dell'industrializzazione sono oggi importanti come quelli del suo grande passato.
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La città di Narni, si trova in Umbria, in provincia di Terni.
Lo stemma della Città di Narni è costituito da uno scudo azzurro coronato, a cui è sovrapposto un Grifone rosso. Una leggenda narnese vuole che, in epoca medievale, nel territorio tra Narni e Perugia ci fosse un Grifone, contro il quale le due città si erano coalizzate per abbatterlo. Come trofeo, Perugia si tenne la pelle del Grifone (bianca) e Narni le interiora (rosse). Per questo, il Grifone di Perugia è bianco e quello di Narni è rosso.